Oggi, le allergie sono condizioni largamente diffuse, che colpiscono circa una persona su tre, soprattutto nei Paesi maggiormente industrializzati. Queste possono comparire in qualsiasi momento della vita e possono presentarsi in maniera transitoria, durando solo per un determinato periodo, o diventare permanenti.
Nel momento in cui l’organismo di un soggetto allergico entra in contatto con un allergene, il sistema immunitario produce degli anticorpi detti immunoglobuline E (IgE) necessari per difendersi; questi rilasciano alcune sostanze chimiche, tra cui l’istamina, che provoca tutti i sintomi tipici delle reazioni allergiche.
Sebbene la maggior parte delle allergie provochino reazioni gestibili e di lieve entità, convivere con un’allergia può influenzare notevolmente la qualità della vita, in quanto i sintomi possono influire sullo svolgimento delle normali attività quotidiane; per questo, è fondamentale rivolgersi al medico per comprendere appieno come gestire la sintomatologia e individuare il trattamento più opportuno per il proprio caso.
Come si manifestano le allergie
Generalmente, i sintomi delle reazioni allergiche si manifestano dopo qualche minuto dall’esposizione all’allergene e variano a seconda della sostanza a cui si è allergici e delle modalità con cui si entra in contatto con quest’ultima.
La sintomatologia, quindi, può essere molto varia, ma vi sono alcune manifestazioni che tendono a presentarsi più comunemente. Di seguito si riporta un elenco delle principali.
- Starnuti e congestione nasale: quando il corpo entra in contatto con un allergene, per contrastarlo aumenta la produzione di muco nelle cavità nasali, rendendo difficoltosa la respirazione e provocando congestione nasale. Allo scopo di espellere il muco in eccesso e l’allergene stesso, l’organismo provoca degli starnuti ripetuti, che possono presentarsi in maniera così frequente da interrompere lo svolgimento delle attività giornaliere. Anche la congestione nasale può influire in maniera pesantemente negativa sulla vita dei soggetti che soffrono di allergie, in quanto questa tende a peggiorare nelle ore notturne, rendendo difficile il riposo.
- Prurito a occhi, naso e gola: il prurito provocato dall’organismo in caso di reazione allergica può risultare molto fastidioso in quanto induce il soggetto a grattarsi frequentemente. In particolare, il prurito oculare può causare lacrimazione, arrossamento e gonfiore degli occhi, rendendo difficile svolgere le normali attività quotidiane; allo stesso modo, il prurito alla gola può portare irritazione e secchezza, portando il soggetto a tossire per cercare di “grattare” le pareti della gola.
- Tosse e respiro sibilante: le allergie respiratorie colpiscono le vie aeree, provocando tosse e respiro sibilante (un suono, simile a un fischio, che si avverte durante la respirazione a causa del restringimento delle vie aeree che rende difficoltoso il passaggio dell’aria). La tosse può essere secca, in caso di irritazione, o grassa, quindi accompagnata da catarro. Anche questi sintomi possono influire notevolmente sulla qualità della vita.
- Eruzioni cutanee: la reazione allergica può manifestarsi anche con arrossamenti, dermatiti e gonfiori sulla pelle, che possono presentarsi subito dopo l’esposizione all’allergene o svilupparsi in maniera graduale. Tali manifestazioni possono portare i soggetti a grattarsi, a causa del prurito avvertito, aggravando la condizione e rendendo più difficoltoso il trattamento.
- Sintomi gastrointestinali: nel caso delle allergie alimentari, l’organismo può reagire all’introduzione di alimenti considerati “nocivi” con sintomi quali diarrea, mal di stomaco, crampi addominali, vomito e nausea. Tale sintomatologia può influenzare notevolmente la vita di adulti e bambini, pertanto è fondamentale comprendere come gestire la propria alimentazione insieme a un professionista.
Nei casi più gravi, il contatto con l’allergene può scatenare una reazione dell’organismo definita anafilassi (o shock anafilattico): si tratta di una condizione particolarmente grave che, se non gestita immediatamente, può risultare anche letale. Generalmente, questa è accompagnata da sintomi quali vertigini, difficoltà respiratorie, confusione, gonfiore della bocca e della gola e un rapido calo di pressione; tale condizione, più comune nel caso di allergie a particolari cibi, alle punture di insetti o a determinati farmaci, richiede un intervento immediato ovvero la somministrazione tempestiva di epinefrina tramite autoiniettore e un monitoraggio ospedaliero successivo, allo scopo di verificare la reazione dell’organismo.
Considerando l’ampia varietà di sintomi e il fatto che questi possono manifestarsi in maniera differente tra un soggetto e l’altro, è fondamentale consultare un medico nel caso in cui si sospetti un’allergia, così da ottenere una diagnosi accurata e individuare il trattamento più appropriato per la propria condizione.
Possibili cause
Le allergie sono provocate da sostanze, definite allergeni, che l’organismo riconosce come nocive e, quindi, tenta di combattere. Le principali tipologie di allergeni che possono provocare reazioni allergiche sono:
- allergeni inalanti: tra queste sostanze, che vengono inalate dall’organismo, vi sono i pollini, le muffe, gli acari della polvere e i peli di animali;
- allergeni alimentari: sostanze presenti in alimenti come latte, grano, frutta, pesce e uova;
- farmaci: sostanze contenuti in farmaci come anestetici e antibiotici;
- veleno di insetti e altri animali: tra quelli più frequentemente coinvolti vi sono le api, le vespe, i ragni, i calabroni e le zanzare.
In generale, i fattori che possono portare allo sviluppo di un’allergia verso tali sostanze sono differenti. Tre le principali possibili cause vi sono:
- predisposizione genetica: la sensibilità alle allergie può essere ereditaria. Un soggetto con entrambi i genitori allergici, infatti, ha un’aumentata probabilità (60-80%) di sviluppare un’allergia, in quanto risulta un soggetto predisposto; non è detto, però, che le allergie dei genitori vengano effettivamente ereditate, in quanto nello sviluppo effettivo entrano in gioco ulteriori fattori personali che possono influenzarne la manifestazione;
- esposizione agli allergeni: in soggetti predisposti allo sviluppo di allergie, quando l’organismo entra in contatto con un allergene il sistema immunitario può produrre anticorpi IgE per contrastare la sostanza, aumentando la sua sensibilità verso quest’ultima. Tale circostanza non provoca alcuna sintomatologia nell’immediato, ma prepara l’organismo a reagire in caso di esposizioni successive; di conseguenza, l’esposizione ripetuta a determinati allergeni può aumentare la probabilità di sviluppare una reazione allergica;
- ambiente: l’ambiente in cui si vive può influire sullo sviluppo di allergie. In particolare, i soggetti che vivono in aree urbane con alti livelli di smog e inquinamento atmosferico hanno maggiore probabilità di sviluppare una sensibilità agli allergeni ambientali; allo stesso modo, la presenza di acari della polvere, animali e muffe all’interno dell’abitazione, se non adeguatamente ventilata, può influenzare lo sviluppo di allergie a queste sostanze, così come la stagione primaverile può far scatenare l’allergia ai pollini (soprattutto delle graminacee) nei soggetti predisposti;
- alimentazione e stile di vita: il regime alimentare, così come le abitudini quotidiane possono influenzare notevolmente il rischio di sviluppare allergie. L’esposizione al fumo nei primi anni di vita, per esempio, può predisporre i bambini allo sviluppo di patologie respiratorie, così come una dieta povera di vitamine e antiossidanti può compromettere la funzionalità del sistema immunitario, rendendolo più suscettibile agli allergeni;
- squilibri nel funzionamento del sistema immunitario: generalmente il sistema immunitario è in grado di riconoscere le sostanze nocive da quelle che non lo sono, e di combattere esclusivamente le prime. In caso di alterazioni, però, l’organismo può rispondere in maniera errata, aumentando la possibilità di sviluppare una reazione allergica in caso di contatto con specifici allergeni.
Considerando l’ampia varietà di fattori che possono portare a sviluppare un’allergia, è fondamentale individuare precocemente eventuali sintomi e consultare un medico per ottenere una diagnosi accurata e comprendere come convivere con questa condizione.
Diagnosi
Se i sintomi riportati dal paziente sono riconducibili a un’allergia di lieve entità, il medico di base sarà in grado di formulare una diagnosi basandosi sulla raccolta della storia clinica e sull’esame obiettivo, che consiste nella valutazione dei segni fisici legati all’allergia. In questa fase, il medico osserverà la pelle del paziente per individuare eventuali reazioni cutanee e ispezionerà le vie aeree e gli occhi alla ricerca di segni riconducibili alle allergie.
Nel caso, invece, in cui risulti difficile individuare l’allergene responsabile della sintomatologia, sarà necessario rivolgersi a un allergologo che, per formulare la diagnosi, potrà avvalersi di diversi test ed esami a seconda del caso; di seguito sono riportati i più comuni.
- Prick test cutaneo: si esegue posizionando sull’avambraccio del paziente alcuni estratti dei più comuni allergeni e monitorando la risposta del corpo nei minuti successivi. In caso di allergia alla specifica sostanza, infatti, nel giro di 15 minuti comparirà sulla cute un rigonfiamento.
- Analisi del sangue: gli esami del sangue possono essere utilizzati per ricercare una particolare tipologia di anticorpi prodotti dal sistema immunitario in caso di contatto con uno specifico allergene.
- Patch test: questo esame è generalmente utilizzato per diagnosticare la dermatite da contatto che può manifestarsi a seguito del contatto con determinate sostanze chimiche.
- Dieta di eliminazione: nel caso delle allergie alimentari, il paziente potrebbe essere indirizzato da un nutrizionista, che consiglierà la temporanea rimozione di determinate categorie di alimenti dal proprio regime alimentare e la successiva graduale reintroduzione, allo scopo di monitorare la risposta dell’organismo.
Un altro strumento che può rivelarsi particolarmente utile ai fini della diagnosi è il diario delle allergie, un quaderno in cui il paziente può appuntare le circostanze in cui si verificano i sintomi riconducibili a un’allergia all’interno della propria quotidianità. Questo strumento può risultare utile per il medico, in quanto permette di valutare le differenti casistiche e individuare correlazioni che, in assenza, potrebbe essere difficile notare.
Una volta formulata la diagnosi, l’allergologo si occuperà di indirizzare il paziente verso il trattamento più adeguato alla gestione della sintomatologia e suggerirà eventuali comportamenti da evitare e/o intraprendere per cercare di convivere al meglio con tale condizione.
Trattamenti e rimedi utili
Non esiste un unico trattamento per le allergie, in quanto il rimedio più indicato può differire in base all’allergene responsabile e alle specifiche condizioni del paziente.
In generale, la via più sicura per evitare che i sintomi si presentino consiste nell’evitare completamente l’esposizione all’allergene: nel caso delle allergie ai pollini, quindi, è opportuno evitare le aree a maggior concentrazione di pollini nei periodi dell’anno come la primavera, nel caso delle allergie alla forfora degli animali è opportuno non tenerli dentro casa e lavarli regolarmente, nel caso di allergia agli acari della polvere è opportuno eliminare dalla propria abitazione tutti gli oggetti in cui la polvere tende ad accumularsi, in caso di allergie alle muffe è opportuno evitare gli ambienti umidi e far arieggiare frequentemente le stanze dell’ambiente domestico e, infine, in caso di allergie alimentari è fondamentale prestare attenzione agli alimenti che si sceglie di mangiare.
Poiché non è sempre possibile evitare l’esposizione agli allergeni, vi sono dei farmaci utili per contrastare i sintomi delle allergie e migliorare la qualità della vita dei soggetti allergici. Tra i principali vi sono:
- farmaci antistaminici: disponibili sotto forma di spray nasale, compresse, creme o collirio, sono considerati lo strumento più efficace per trattare e prevenire le reazioni allergiche;
- farmaci decongestionanti: questi prodotti, disponibili sotto forma di spray nasali o compresse, hanno un effetto immediato contro la congestione nasale, ma il loro uso deve essere limitato nel tempo, in quanto utilizzarli per più di una settimana può aggravare la propria condizione;
- corticosteroidi: disponibili sia per via orale sia in formulazioni topiche, come gli spray nasali; nello specifico, questi ultimi possono contribuire a una riduzione dell’infiammazione della mucosa nasale e sono frequentemente raccomandati per un utilizzo a lungo termine.
Un’altra opzione generalmente considerata nei casi di allergie a pollini, muffe, acari della polvere e punture di insetto è la terapia desensibilizzante (immunoterapia), che consiste nella somministrazione al soggetto allergico di piccole quantità degli allergeni responsabili della reazione allergica; l’obiettivo è quello di “desensibilizzare” il sistema immunitario nei confronti dell’allergene, così da evitare o quantomeno ridurre la reazione allergica. Questo trattamento deve essere effettuato sotto controllo medico e, per mostrare degli effettivi risultati, può richiedere parecchio tempo.
Seguendo un trattamento idoneo e adottando misure preventive ad hoc, le allergie possono generalmente essere gestite con successo e i soggetti che ne soffrono riescono ad avere una qualità della vita mediamente buona. In caso contrario, se le allergie non vengono trattate adeguatamente possono peggiorare, portando allo sviluppo di complicanze. Una semplice rinite allergica, per esempio, se non trattata può diventare una condizione cronica e trasformarsi in asma allergica, influendo in maniera decisamente più impattante sulla vita del soggetto allergico.
Per questo motivo, è fondamentale non sottovalutare i sintomi dell’allergia e, anzi, rivolgersi tempestivamente al medico per indagare circa la propria condizione e individuare il trattamento più adeguato al proprio caso; lo specialista fornirà anche una serie di consigli utili a prevenire la sintomatologia con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita del paziente.
Domande Frequenti
Quali sono i sintomi dell’allergia?
I sintomi più comuni dell’allergia sono rinite, starnuti, congestione nasale, tosse, respiro sibilante, naso chiuso, lacrimazione, prurito e occhi rossi; a seconda del tipo di allergia, poi, possono presentarsi sintomi intestinali (come crampi addominali e diarrea) ed eruzioni cutanee caratterizzati da arrossamenti, gonfiori e prurito.
Perché si sviluppano le allergie?
Le allergie si sviluppano a causa di un’errata valutazione del sistema immunitario, che riconosce come nocive determinate sostanze che, in realtà, non lo sono. Per contrastarle, l’organismo produce specifici anticorpi che sono responsabili delle manifestazioni tipiche dell’allergia. È probabile che la prima volta che il corpo entra in contatto con l’allergene sviluppi una sorta di sensibilità a quella specifica sostanza, senza però causare alcun sintomo; saranno le esposizioni successive, invece, ad azionare i meccanismi di protezione e, di conseguenza, a far manifestare la reazione allergica.
L’allergia peggiora con l’avanzare dell’età?
Le allergie possono modificarsi nel corso del tempo in funzione dell’esposizione a determinati allergeni, dei cambiamenti del sistema immunitario e di ulteriori fattori. Un’allergia, quindi, può aggravarsi con l’avanzare dell’età, ma anche migliorare, così come è possibile che, dopo un lungo periodo di assenza dei sintomi, questi si ripresentino improvvisamente.
Come prevenire l’allergia?
Non è possibile prevenire completamente le allergie, ma è possibile adottare una serie di comportamenti per evitare l’esposizione agli allergeni più comuni. Per esempio, evitando di stare troppo a contatto con gli animali domestici, eliminando regolarmente la polvere dalle superfici e dagli oggetti in cui questa tende ad accumularsi, arieggiando adeguatamente gli ambienti, scegliendo con attenzione gli alimenti ed evitando le zone ad alta concentrazione di pollini.
Quanto durano i sintomi dell’allergia?
I sintomi dell’allergia persistono per tutto il tempo in cui si è esposti all’allergene. La maggior parte di questi tende a presentarsi entro pochi minuti dall’esposizione e a scomparire dopo qualche ora. In alcuni casi, i sintomi possono comparire anche dopo ore dall’esposizione all’allergene e avere una durata prolungata nel tempo.
Fonti e bibliografia
- ISSalute, Allergia (Ultimo accesso in data marzo 2026)
- Humanitas Gavazzeni, Allergia (Ultimo accesso in data marzo 2026)
- IDE (Istituto Dermatologico Europeo), Allergia (Reazione Allergica) (Ultimo accesso in data marzo 2026)
- Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Allergia: prevenzione: diagnosi e cura (Ultimo accesso in data marzo 2026)
- Santagostinopedia, Allergia: tutto quello che c’è da sapere (Ultimo accesso in data marzo 2026)
- Cleveland Clinic, Allergies (Ultimo accesso in data marzo 2026)
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